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... Capitolo 4 - Giovanni Sorrentino, please, specifica
Capitolo 4 - Giuliana Macedo
Capitolo 4…
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Capitolo 4 - Giovanni Sorrentino, please, specifica
Capitolo 4 - Giuliana Macedo
Capitolo 4 - Claudio Lacoppola
PS1: l'ordine delle pagine nel menu laterale a sinistra è un po' confuso...scusatemi, ma non si riesce a ordinarlo...o quantomeno non è così evidente....L'ordine è quello indicato in questa pagina dedicata all'indice (home page). Buon lavoro :-)
PS2: Cominciamo a lavorare sulla bibliografia....
Bibliografia
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... Trent, S., Artiles, A., & Englert, C. (1998). From deficit thinking to social constructivi…
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Trent, S., Artiles, A., & Englert, C. (1998). From deficit thinking to social constructivism: A review of theory, research, and practice in special education. Review of Research in Education.
Pekke Himanen, L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione, Feltrinelli, Milano, 2003
Lewis, Kaufman, Gonzales, Wimmer, Christakis (2008) Tastes, ties, and time: a new social network dataset using Facebook.com.
G. Siemens, Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age, December 12, 2004 www.elearnspace.org
Knowing Knowledge
Bibliografia
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... de Laat M, McConnell D & Ryberg T. pag. 526-533. http://usir.salford.ac.uk/9270/1/Bell.pdf…
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de Laat M, McConnell D & Ryberg T. pag. 526-533. http://usir.salford.ac.uk/9270/1/Bell.pdf
A. Calvani, Connectivism: new paradigm or fascinating pot-pourri?, in Journal of e-Learning and Knowledge Society — Vol. 4, n. 1, febbraio 2008 (pp. 247-252 ) Giunti.
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Research in Education, p 285Education.
Pekke Himanen, L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione, Feltrinelli, Milano, 2003
G. Siemens, Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age, December 12, 2004 www.elearnspace.org
Knowing Knowledge
Bibliografia
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... de Laat M, McConnell D & Ryberg T. pag. 526-533. http://usir.salford.ac.uk/9270/1/Bell.pdf…
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de Laat M, McConnell D & Ryberg T. pag. 526-533. http://usir.salford.ac.uk/9270/1/Bell.pdf
A. Calvani, Connectivism: new paradigm or fascinating pot-pourri?, in Journal of e-Learning and Knowledge Society — Vol. 4, n. 1, febbraio 2008 (pp. 247-252 ) Giunti.
Trent, S., Artiles, A., & Englert, C. (1998). From deficit thinking to social constructivism: A review of theory, research, and practice in special education. Review of Research in Education, p 285
G. Siemens, Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age, December 12, 2004 www.elearnspace.org
Knowing Knowledge
Bibliografia
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... Fraces Bell, Network theories for technology-enabled learning and social change: Connectivism …
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Fraces Bell, Network theories for technology-enabled learning and social change: Connectivism and Actor Network theory,
(Information Systems, Organisation and Society Research Centre, Salford Business School)
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7 th InternationalInternational Conference on
de Laat M, McConnell D & Ryberg T. pag. 526-533. http://usir.salford.ac.uk/9270/1/Bell.pdf
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) Giunti.
G. Siemens, Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age, December 12, 2004 www.elearnspace.org
Knowing Knowledge
http://www.elearnspace.org/KnowingKnowledge_LowRes.pdf
D. Frongia, Imparare con Twitter
http://segnalazionit.org/2011/09/imparare-con-twitter/
Due esempi dell’uso di social network ai fini dell’apprendimento nelle scuole:
http://isdm.univ-tln.fr/PDF/isdm39/Article_Isdm_Ticemed09_antichi_alberti_MP_OK.pdf
Punti positivi
Il web ed in particolar modo il web 2.0 per la sua "natura aperta" è un luogo dove si sviluppa un ambiente collaborativo in un contesto creativo, dove si attiva quello scambio intellettuale che è proprio della ricerca (quello che Anderson 2008 definisce "networking accedemico"). Apprendere sui SN serve non solo a sviluppare un progetto, ovvero a far sì che gli studenti abbiano in mente sin dall’inizio l’obiettivo finale (apprendimento cooperativo) ma anche la creatività nell’apprendere, ovvero un pensiero nuovo e nuovi modi di imparare (Reynard). Favorire una competenza del networking (ovvero lavorare in rete con esperti e/o con pari), che è l’essenza di tali ambienti, è anche esso uno scopo di tale processo.
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non sono unun' opzione che
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dinamiche collaborative (Wiley);(Wiley). All’interno delle piattaforme dinamiche on-line, gli studenti possono riflettere e commentare il proprio operato o quello degli altri e rimaneggiare i concetti e i materiali studiati. “Postando” ad esempio una loro ricerca su un wiki o su Facebook possono ricevere il feedback e il supporto altrui. Il processo di apprendimento collaborativo all’interno del quale lo sviluppo cognitivo dei ragazzi è supportato da interazione e coordinazione di diverse prospettive fa riferimento al costruttivismo sociale. L’empowerment dello studente è esso stesso parte della sua esperienza. Acquisire capacità complesse richiede “interazione sociale in contesti situati che permettano agli studenti di vedere come le varie parti del processo vengono assemblate insieme (Trent, Artiles, & Englert, 1998, p. 285). Ambiti disciplinari particolarmente strutturati come la disciplina storica, ad esempio, sono molto adatti all’approccio del costruttivismo sociale in cui il linguaggio e la co-costruzione di concetti sono fondamentali. Inoltre in questo modo si favoriscono l’assunzione di responsabilità degli allievi, la loro responsabilità di agire attivamente nel determinare le proprie priorità di apprendimento, lo sviluppo delle loro attitudini personali e sociali e degli strumenti necessari per avere a che fare con le persone e le risorse convolte nel processo di apprendimento. È ottimistico pensare che attraverso il social software si raggiungeranno davvero gli scopi di personalizzazione dell’apprendimento ma sicuramente collaborazione significa spesso, maggiori conoscenza e qualità (De Villiers).
Da alcune recenti sperimentazioni e ricerche (O Sullivan et al 2004; Mazers) risulta che l'uso dei SN in contesti di istruzione assicuri un alto livello di immediatezza favorendo negli studenti - in particolar modo quelli che soffrono di ansia sociale- forme di apertura ed esposizione personale maggiori rispetto a quelle che hanno luogo negli ambienti di apprendimento tradizionali attraverso la comunicazione faccia a faccia, una più profonda motivazione nei confronti del corso e un atteggiamento positivo nelle relazioni studenti-studenti e studenti –insegnanti.
Secondo Reid (2011), fare didattica all'interno di questi spazi favorisce negli studenti l’acquisizione di competenze e codici comunicativi appropriati a diversi scopi e pratiche. Sui blog infatti, gli studenti devono rispondere con un linguaggio formale se fanno riferimento ad aspetti accademici o riguardanti i materiali di studio mentre possono usare un registro più informale negli scambi di comunicazione privata con scopi sociali (quelli cioè in cui costruiscono relazioni e condividono esperienze con i compagni di corso).
definisce "networking accedemico");
Leaccedemico"). Apprendere sui SN serve non solo a sviluppare un progetto, ovvero a far sì che gli studenti abbiano in mente sin dall’inizio l’obiettivo finale (apprendimento cooperativo) ma anche la creatività nell’apprendere, ovvero un pensiero nuovo e nuovi modi di imparare (Reynard). Favorire una competenza del networking (ovvero lavorare in rete con esperti e/o con pari), che è l’essenza di tali ambienti, è anche esso uno scopo di tale processo.
Le interazioni sociali
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e sia efficaceefficace, specie per
Da alcune recenti sperimentazioni e ricerche (O Sullivan et al 2004; Mazers) risulta che l'uso dei SN in contesti di istruzione assicuri un alto livello di immediatezza favorendo negli studenti - in particolar modo quelli che soffrono di ansia sociale- forme di apertura ed esposizione personale maggiori rispetto a quelle che hanno luogo negli ambienti di apprendimento tradizionali attraverso la comunicazione faccia a faccia, una più profonda motivazione nei confronti del corso e un atteggiamento positivo nelle relazioni studenti-studenti e studenti –insegnanti.
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Reid (2011), l’uso dei SN nellafare didattica all'interno di questi spazi favorisce negli
L’uso dei SN nelle scuole e nelle università mira anche all’alfabetizzazione dei corsisti alla navigazione all’interno di spazi complessi di informazione (Owen) e contribuisce allo sviluppo del loro pensiero critico e delle loro abilità tecniche (Wiley; Koplfer), competenze destinate a permanere e anzi necessarie per continuare ad apprendere in futuro (coerentemente alla logica del lifelong learning).
Inoltre si tratta di un’occasione per sensibilizzare i ragazzi, che sono solitamente già familiari con queste tecnologie ma non sempre abbastanza consapevoli delle loro potenzialità e dei loro rischi, ad un uso corretto ed attivo delle stesse (si veda anche cap 3 Partecipare, interagire e proteggersi. Una prospettiva educativa)