Capitolo 4 - Anna Lorena Luperto

Social network e apprendimento: dimensioni metodologiche e didattiche.


Dal project work
ABSTRACT
.... Nel capitolo quattro si propongono degli spunti per la sperimentazione di metodi e tecniche didattiche nella scuola secondaria di I e II grado in percorsi multidisciplinari.
PAROLE CHIAVE: social networking, web 2.0, apprendimento, tecniche didattiche.

INTRODUZIONE
I servizi di social network sono entrati, negli ultimi anni, nella vita quotidiana di teenagers e adulti e ormai vengono utilizzati in vari contesti, per fini diversi. Tra gli strumenti del web 2.0, i social software permettono agli utenti della rete di condividere e diffondere informazioni, di partecipare a comunità virtuali di vario tipo, interagendo in maniera facile e veloce. Secondo il costruttivismo e il connettivismo, gli ambienti di social networking sostengono i processi di apprendimento ed offrono quindi l'occasione di creare ambienti ed occasioni di apprendimento basati su libera partecipazione e collaborazione. Il social networking viene già utilizzato nell'apprendimento informale, nelle strategie di autoapprendimento e ci sono diversi esempi di un loro uso anche in percorsi formativi istituzionalizzati ma il risultato è sempre positivo in termini di efficacia? Si fa un uso sempre consapevole di questi strumenti? I benefici, che vengono spesso loro riconosciuti da più parti, variano a seconda del contesto e dell'età degli utenti?

In questo periodo di continua evoluzione del web 2.0 è ragionevole che il professionista dell'educazione, lontano da pregiudizi legati alla moda del momento, parta dall'esplorazione degli strumenti, ne verifichi le potenzialità tecniche, sociali, interattive, educative per attuare una progettazione adeguata all'obiettivo educativo da raggiungere, agli utenti coinvolti e al contesto di applicazione.

PROBLEMI CHE SI INTENDE AFFRONTARE
Proporre e sperimentare tecniche didattiche efficaci da realizzare attraverso i social network

PROPOSTE/PISTE DI LAVORO CHE SI INTENDE SEGUIRE
Nel capitolo 4, si partirà dai presupposti teorici e dai risultati dell’analisi dei punti di forza e di debolezza degli strumenti di social networking delineati nel capitolo 3, per offrire spunti e proporre attività didattiche (anche multidisciplinari), da realizzare attraverso i social network, organizzate in schede secondo il seguente schema:

  • Definizione del contesto di riferimento: (es. scuola secondaria di I grado);
  • Destinatari;
  • Discipline coinvolte;
  • Obiettivi di apprendimento;
  • Modalità di formazione e fasi (in aula, in rete, blended);
  • Strumenti (es. facebook group, LIM, twitter, telefono cellulare, ecc. );
  • Tempi;
  • Descrizione delle attività;
  • Modalità di valutazione;
  • Tabella con “consigli/rischi”;
  • Osservazioni finali in caso di avvenuta sperimentazione.

CONCLUSIONI
La rapida diffusione delle applicazioni del web 2.0 e dei social network in particolare non dovrebbe generare tra gli educatori né pregiudizi né false aspettative. Davanti alle sfide e alle potenzialità, in termini di comunicazione, interazione e partecipazione, che il web 2.0 propone, l’approccio che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative dovrebbero adottare è quello dell’osservazione attenta, dell’analisi e della sperimentazione su solide basi teoriche. Nell’intento di migliorare e rendere più efficace il percorso formativo, al di là dello strumento che viene utilizzato, è sempre fondamentale partire da chiare motivazioni e considerazioni pedagogiche, dai bisogni degli utenti per realizzare una progettazione adeguata senza trascurare la valutazione dei risultati cui il percorso ha portato. Probabilmente, in determinate condizioni, l’uso dei social network potrebbe aiutare ad affrontare problemi quali: recupero, approfondimento, lavoro interdisciplinare, sviluppo di competenze a livello avanzato. Le esperienze in tal senso sembrano ancora poche in letteratura e i professionisti dell’educazione sono da più parti invitati ad intervenire.

appunti CAPITOLO 4

4.1 Scuola e social network


Il Regolamento per l'obbligo scolastico introdotto nel 2007 avvia nella scuola una certa rivoluzione educativa in quanto invita a garantire a tutti i giovani il diritto/dovere di acquisire saperi e competenze per poter conseguire il pieno sviluppo della persona e l’esercizio effettivo dei diritti di Cittadinanza. Sulla scia delle indicazioni in ambito europeo, nel documento vengono indicate le seguenti competenze chiave di cui tener conto nella progettazione didattica: imparare a imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire ed interpretare l'informazione.
Sviluppare competenze è un processo complesso e richiede una progettazione accurata ma flessibile, centrata sul soggetto che apprende ma collegiale; implica realizzare un curricolo in cui i saperi, le relazioni e i metodi sono strettamente correlati per garantire la massima efficacia formativa (Boscolo 2011).
La progettazione per competenze lancia alla scuola italiana l'ennesima sfida: essa è chiamata a sperimentare nuove forme di organizzazione didattica, modulare, curricolare, nuove modalità valutative, nuovi strumenti didattici; si rende allora necessario sviluppare processi di ricerca e sperimentazione per produrre innovazione finalizzata al miglioramento dei processi formativi.
In un suo celebre saggio “La ricerca come antipedagogia”, F. De Bartolomeis afferma che la vera pedagogia è quella che si incentra sulla ricerca intesa come “metodo di apprendimento, produzione ed intervento” utilizzata, perciò, come procedimento sistematico di risoluzione di problemi. Ricerca non più come monopolio di soli studiosi e scienziati, ma strumento conoscitivo/operativo per docenti e studenti, applicabile in vari ambiti, quali l’apprendimento, gli stili educativi/conoscitivi, la valutazione.
Nell'affrontare tali sfide, la scuola non può non tener conto del contesto in cui opera, degli utenti, delle risorse che potrebbero rendere più efficace la sua azione formativa. Il contesto, in senso lato, è una società globalizzata, una "società della conoscenza", in cui per orientarsi è necessario avere una "testa ben fatta" più che una "testa ben piena", per riprendere il celebre contributo di Morin. E' una società in rapida evoluzione, in cui la componente tecnologica diviene sempre più pervasiva ed in cui importanti processi di conoscenza avvengono nella rete attraverso gli strumenti del web 2.0. I ragazzi che popolano le aule scolastiche sono coloro che vengono etichettati come "New Millenium Learners"o "Generation Y" (Cicognini), la maggior parte di loro utilizza la rete e i social network prevalentemente per condividere, interagire e socializzare, per scopi ludici e di intrattenimento. I social network fanno parte dei loro interessi, si innestano sul loro bisogno di relazione e sul processo di costruzione dell'identità. Facebook, Twitter, MySpace offrono loro stimoli e opportunità di partecipazione attiva per fini ricreativi e la scuola ha un duplice compito: educare ad un loro uso consapevole e responsabile e sfruttarne le potenzialità in termini di collaborazione e interazione costruttiva, di formazione continua.
Tuttavia, si osservano, nel mondo complesso e variegato della scuola, tendenze tutt'altro che coerenti e posizioni spesso discutibili; pensiamo, per esempio, ad una circolare, apparsa recentemente in Liguria, che vieta l'amicizia tra docenti e alunni su facebook. Un simile provvedimento è un intervento pescrittivo sicuramente motivato da qualche incidente increscioso, ma che invita a riflettere sulla necessità di educare ad un uso consapevole degli strumenti tecnologici ed un uso congruente con le finalità educative che la scuola persegue.
Questo capitolo prenderà in considerazione le potenzialità educative di alcuni social network, considerandoli strumenti da integrare nella didattica quotidiana ai fini dello sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza.

4.2

Quali conoscenze, abilità e competenze possiamo sviluppare attarverso i social network? come?
Cosa fanno i teenagers sui social network e cosa vorremmo facessero?

4.3 Metodi e tecniche didattiche da sperimentare a scuola

Spunti di progettazione didattica per integrare i social network nella didattica scolastica.

Schede