Social network e l’apprendimento delle lingue straniere: risultati concreti, punti critici e punti di forza.


ABSTRACT:

Si approfondisce l’uso dei social network specificamente orientati all’apprendimento delle lingue straniere, si analizzeranno alcuni casi per determinare la loro efficacia in diversi livelli di conoscenza linguistica, i punti critici e i punti di forza.

PAROLE CHIAVE:

Lingue straniere, conoscenze linguistiche, didattica delle lingue in internet e social network, Idiomas, conocimientos lingüísticos, didáctica de aprendizaje de un idioma extranjero en internet y las redes sociales.

INTRODUZIONE:
I servizi di social network sono entrati, negli ultimi anni, nella vita quotidiana di teenagers e adulti e ormai vengono utilizzati in vari contesti, per fini diversi. Tra gli strumenti del web 2.0, i social software permettono agli utenti della rete di condividere e diffondere informazioni, di partecipare a comunità virtuali di vario tipo, interagendo in maniera facile e veloce.
Secondo il costruttivismo e il connettivismo, gli ambienti di social networking sostengono i processi di apprendimento ed offrono quindi l'occasione di creare ambienti ed occasioni di apprendimento basati su libera partecipazione e collaborazione.
Il social networking viene già utilizzato nell'apprendimento informale, nelle strategie di autoapprendimento e ci sono diversi esempi di un loro uso anche in percorsi formativi istituzionalizzati ma il risultato è sempre positivo in termini di efficacia? Si fa un uso sempre consapevole di questi strumenti? I benefici loro riconosciuti da più parti variano a seconda del contesto e dell'età degli utenti?
In questo periodo di continua evoluzione del web 2.0 è ragionevole che il professionista dell'educazione, lontano da pregiudizi legati alla moda del momento, parta dall'esplorazione degli strumenti, ne verifichi le potenzialità tecniche, sociali, interattive, educative per attuare una progettazione adeguata all'obiettivo educativo da raggiungere, agli utenti coinvolti e al contesto di applicazione.
In quanto riguarda ai social network e l’apprendimento delle lingue, saranno analizzate pagine tali:
http://www.livemocha.com/

Facebook

con l’obiettivo di verificare l’efficacia e i punti critici.

PRIMA PARTE: cancettuale

Relazione tra Social network e l’apprendimento delle lingue straniere
In quanto riguarda ai social network e l’apprendimento delle lingue possiamo dire che è ormai una pratica diffusa tra gli utenti del web, anche se l’apprendimento delle lingue non era l’obiettivo principale quando nacquero i primi social network, tipo SixDegrees o Friendster.
Col passare del tempo e grazie al’esito che cominciarono ad avere questi siti sociali come strumento per la conoscenza e socializzazione tra persone e per il business si incominciò a guardare i social network anche come strumenti per la didattica e l’apprendimento.
Quindi si può dire che l’uso dei social network come strumento per l’apprendimento delle lingue si sviluppano con siti come Facebook, MySpace e Twetter, dove gli utenti iscritti cominciano a fare amicizia con gente estranea di altre nazioni, incentivando così la comunicazione e la esercitazione in una lingua straniera.
Successivamente compaiono pagine e gruppi specifici di tutti i settori, tra cui anche quelli di lingua col obiettivo di condividere materiale tra i colleghi oppure col obiettivo di interagire e condividere conoscenze con gli studenti.
Succesivamente, per l’esigenza degli utenti, sono nate alcuni social network specializzati nell’apprendimento e lo studio delle lingue straniere, tali come Livermocha, Polyglot e Palabea.
Come tutti sappiamo lo studio di una lingua straniera richiede una metodologia e delle strategie didattiche che variano secondo la lingua madre del studente in relazione con la lingua meta che dovrà essere imparata, ad esempio, la metodologia e la strategia didattica per un studente italiano che impara lo spagnolo non sarà mai la stessa che per uno studente tedesco o giapponese che vuole imparare la stessa lingua.
Le strategie coinvolgono tutti i livelli di strutturazione diuna lingua (fonetica, morfologia, lessico, sintassi, coesione testuale) e interessano nella loro globalità le quattroabilità linguistiche tradizionalmente individuate dagli studi glottodidattici (comprensione orale e scritta, produzioneorale e scritta), senza dimenticare gli aspetti socioculturali.
Dunque, questi social network linguistici utilizzano le stesse strategie di apprendimento dei corsi tradizionali presenziali?
Secondo Stefania Spina, Università per Stranieri di Perugia [1], ci sono caratteristiche fondamentali della didattica fruibile attraverso la rete Internet:
- apprendimento a distanza
- autoapprendimento
- mutamento dei ruoli dell’insegnante e dello studente
L’apprendimento a distanzia facilita l’autoapprendimento, e questo ultimo dipende molto dal grado di fiducia che hanno gli studenti rispetto alle loro capacità e alle proprie abilità.
“Il primo passo per il raggiungimento della volontà e della capacità di gestire e autoregolare il loro apprendimento è lo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità per l’apprendimento autonomo, creativo e costruttivo” Cotterall (1995). “ La capacità per raggiungere l’apprendimento autonomo in genere dipende dalla motivazione e della fiducia degli studenti, sia nelle proprie conoscenze sia nelle proprie abilità” Little (1996).
Ma come si può fomentare l’autonomia attraverso gli strumenti web 2.0?
“Creando uno spazio nel quale l’alunno abbia la possibilità di essere cosciente e di essere in grado di coinvolgersi attivamente nel suo proprio apprendimento” Dam (2000:48)
Quindi portando ai giorni nostri le parole di Dam, possiamo pensare che questi spazi di interazione sociale potrebbero essere gli strumenti del web 2.0 come i Blog, wiki e i Social Network.
Seguendo il nostro analisi, quali sarebbero gli obiettivi linguistici che si pretende raggiungere, specificamente, con i social network?

- imparare a cavarsela con disinvoltura nella lingua meta
- sviluppare e rafforzare le abilità linguistiche e collaborative degli studenti
- creare una “comunità di apprendimento” aperta tra utenti che hanno gli stessi interessi comuni, in questo caso l’apprendimento di una lingua straniera.
- Generare un clima di confidenza e motivazione linguistica
- Usale la lingua meta fuori dal contesto formale
- Essere più cosciente dell’importanza dell’apprendimento autonomo

In quanto al mutamento dei ruoli dell’insegnante e dello studente, l’insegnante diventa un tutor che guida il percorso di uno studente che diventa, allo stesso tempo, protagonista del suo proprio apprendimento.

Aspetti della didattica delle lingue: formazione linguistica assistita
dal computer (CALL, Computer Assisted Language Learning)
Secondo Simone Torsani della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova[2]
gli aspetti principali sono due: cognitivo e socioculturale.
Per capire l’aspetto cognitivo e sociocognitivo, si può partire dagli studi di Carol A. Chapelle[3], dove si fa un analisi della glottodidattica e i CALL dal punto di vista cognitivo, si valuta il potenziale di apprendimento linguistico, l’autenticità della lingua utilizzata e la fattibilità tecnica delle attività proposte agli studenti, lasciando poco spazio all’aspetto sociolinguistico e socioculturale. (fonte: Articolo di Simone Torsani, Didattica delle lingue in rete e ambienti virtuali di apprendimento).

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In quanto all’aspetto socioculturale, Gianfranco Porcelli[4], sostiene che i Componenti dell’umanesimo glottodidattico sono i sentimenti, i rapporti sociali, la responsabilità, l'intelletto e l'autorealizzazione:
1.- I sentimenti: come si diceva nei paragrafi precedenti, il fattore emotivo compie un ruolo fondamentale per il raggiungimento dell’autoapprendimento da parte degli studenti. Cotterall (1995) e Little (1996).
2.- I rapporti sociali: sono incoragggianti per l’autostima e lo spiritu di gruppo degli alunni
3.- la responsabilità: dei propri giudizi e critiche, ma sopratutto la consapevolezza
4.- L’intelleto: la conoscenza, la ragione e la comprensione
5.- l’autorealizzazione: raggiungere la eccellenza con i propri sforzi.
Caratteristiche dei software Call per l’apprendimento delle lingue

Per Carol Chapelle, esistono due modelli di ambienti di apprendimento virtuali, il modello trasmissivo e il modello interattivo (fonte: Articolo di Simone Torsani, Didattica delle lingue in rete e ambienti virtuali di apprendimento).


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Per Porcelli invece esiste il modello “friendly” (amichevole per gli studenti e insegnanti), ovvero, functional, relevant, interesting, easy, natural, dynamic, learner-adaptive e yours; e il modello “creative”, complementary relevant, economical, acceptable, transactional, intelligent, valid ed easy to use.
“Ciò che distingue il mio approccio è infatti l’assunzione della figura dello studente come punto focale, come perno attorno a cui deve ruotare ogni discorso su hardware e software, su procedure e curricoli, su esercitazioni e test.” Porcelli 1994.
Modello Friendly
Functional: gli strumenti devono essere funzionali, puntando all’uso della lingua “che serve per” imparare, comunicare e interagire.
Relevant: si riferisce alla pertinenza dei materiali e gli strumenti, coerenti e adatti ai livelli degli studenti.
Interesting: il materiale e le attività proposte devono essere interessanti, attrattive, accattivanti e significativi.
Easy: gli strumenti per raggiungere I materiale e le attività devono essere di facile comprensione e utilizzazione a seconda dei livello degli studenti.
Natural: gli strumenti devono adattarsi alla realtà degli studenti, anche i materiale linguistici, devono rappresentare la realtà linguistica e socioculturale della lingua meta.
Dynamic: gli strumento devono essere riutilizzabili.
Learner-adaptive: gli strumenti e i materiali contenenti si devono potere adattare ai livelli degli studenti e alle loro esigenze.
Yours: riferito alle persone che interagiscono, ovvero, alunni e docenti che si sentono a loro agio utilizzando gli strumenti a disposizione.
Modello Creative
Complementary: gli strumenti software devono essere complementari a gli altri strumenti usati dagli alunni a scuola o altri materiali cartacei o audiovisivi.
Relevant: coerente e in grado di aiutare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi.
Economical: in termini di tempo e denaro.
Acceptable: deve essere un strumento valido e utile.
Transactional: interattivo e immediato.
Intelligent: riferito all’intelligenza artificiale.
Valid: deve essere valido sia per l’apprendimento sia per l’insegnamento e che usi le strategie più idonee secondo il livello degli studenti.
Easy to use: bisogna valutare la complessità in relazione con l’età degli studenti, il loro livello e la loro dimestichezza.
Elementi necessari dell’istruzione linguistica in rete

Secondo Torsani esistono due approcci, uno trasmissivo e uno interattivo. L’approccio trasmissivo è basato sulla trasmissione di contenuti (modello tradizionale) collegati agli aspetti delle teorie dell’apprendimento linguistico, quindi facendo riferimento alle teorie cognitive e invece l’approccio interattivo basato e centrato nel modello pedagogico, socio culturale e socio tecnologico (web 2.0) fa riferimento con il termine Network-Based-Language Teaching (NBLT) ai fenomeni sociali supportati dai diversi strumenti tecnologici utilizzati per l’apprendimento linguistico, come ad esempio, il fenomeno della “negoziazione del significato” che è osservato sia all’interno di chat e forum. (fonte: Articolo di Simone Torsani, Didattica delle lingue in rete e ambienti virtuali di apprendimento).


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Analisi dei Social Network specializzati nell’apprendimento delle lingue

(fonte: Articolo di FRANCESC ESTEVE, Universidad Politécnica de Madrid. Bolonia y las TIC: de la docencia 1.0 al aprendizaje 2.0/ Processo di Bologna e le TIC: dalla docenza 1.0 all’apprendimento 2.0).

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Questo schema esemplifica quello che l’apprendimento 2.0 dovrebbe offrire e contenere per essere efficace. Deve avere una metodologia chiara e coerente con gli utenti e le loro competenze e/o abilità; deve essere contestualizzata in una o diverse realtà degli utenti e delle tecnologie che essi usano e infine, i contenuti devono essere coerenti con le competenze e/o abilità e l’uso delle tecnologie.
Il Parlamento Europeo e il Consiglio (2006) stabilissero otto competenze chiave per l’apprendimento permanente in relazione con quelle generate dagli strumenti 2.0:
- comunicazione in lingua materna
- comunicazione in lingue straniere
- competenza matematica e competenze basiche in scienze e tecnologia.
- Competenza digitale
- Imparare ad imparare
- Competenze interpersonali, interculturali e sociali, e competenza civica.
- Spirito d’impresa.
- Espressione culturale.

Questi dati sono molto importanti in relazione all’apprendimento delle lingue attraverso i social network. Di solito gli utenti preferiscono interagire nella propria lingua materna ma molto spesso la comunicazione si fa anche in uno o più lingue straniere. Le persone che usano almeno un social network hanno una minima competenza digitale che li permette di accedere, condividere foto, video, pensieri, ecc.
L’apprendimento permanente comprende anche l’imparare a imparare, che proprio il Parlamento Europeo definisce come “l’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo” [5]. Nel contesto linguistico, imparare a imparare si intende come la competenza che sviluppa e mette in atto le quattro abilità: espressione e comprensione scritta e orale. Si può imparar leggendo, ascoltando, scrivendo e parlando in una lingua straniera attraverso gli strumenti 2.0 e non, dove l’apprendimento è attivo, partecipativo, contestualizzato e riflessivo.
In generale, imparando a imparare sviluppiamo le abilità cognitive (gestione ed elaborazione delle informazioni), meta cognitive (pianificazione, monitoraggio ed autovalutazione dei propri risultati e degli stessi processi di apprendimento) e socio affettive (gestione della sfera emotivo – relazionale).
SECONDA PARTE: pratica, analisi dei social network


[1] Articolo “L’uso di Internet nella didattica delle lingue straniere: problemi e prospettive”
[2] Articolo di Simone Torsani, Didattica delle lingue in rete e ambienti virtuali di apprendimento

[3]Carol A. Chapelle, Computer applications in second language acquisition. Cambridge Univ. Press, 2001

[4] Gianfranco Porcelli. Caltanissetta settembre 2008. Multimedialità e insegnamenti linguistici
[5] http://www.treccani.it/scuola/osservatorio/life_long_learning/Cammarano_7/Mariani_html